Perlablu - Legambiente @ Cologna Veneta


Nuova energia dal peso di un passo
11 Giugno, 2008, 7:02 am
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Roma - L’ecologia è il nuovo trend dell’ICT mondiale. Le aziende sono sempre più attente alle ricadute ambientali delle proprie infrastrutture e delle proprie tecnologie, ma la vera novità è che le fonti di energia alternativa si stanno facendo sempre più curiose e originali: chi avrebbe immaginato che fare la corsa per prendere il treno al volo potesse illuminare una stazione?

È quanto si accingono a realizzare nel Regno Unito, dove il pavimento della stazione di Victoria Station potrebbe trasformarsi presto in un generatore in grado di alimentare 6.500 lampadine. Secondo le stime dei tecnici che lavorano al progetto, il passaggio ogni ora di 34mila passeggeri dovrebbe essere in grado di garantire abbastanza energia da illuminare l’intera stazione, a patto ovviamente che si cammini con le proprie gambe senza imbambolarsi sui rulli.

L’idea è quella di utilizzare la pressione esercita dai piedi durante la rullata: il peso viene prima appoggiato sul tallone e poi scorre verso la punta, e questo movimento può essere sfruttato per far scorrere anche un liquido posto sotto il pavimento. Il flusso mette in movimento delle mini-turbine, che trasformano l’energia cinetica in energia elettrica, che a sua volta viene immagazzinata in delle batterie.

“Bisogna solo rendersi conto del fatto che tutte le strutture si muovono un po’ - spiega David Webb, uno degli ingegneri impegnato nella trasformazione di Victoria Station - Questo tipo di tecnologia serve appunto per sfruttare in modo utile l’energia prodotta da questo movimento”. Non soltanto i pavimenti possono essere sfruttati per questo scopo, ma anche le rotaie o i ponti dove transitano i treni: esperimenti in questo senso sono già stati portati a termine con successo, visto anche che la massa di locomotiva e vagoni e la velocità con la quale si spostano è decisamente superiore a quella di un passeggero.

I possibili sviluppi di questa tecnologia sono molteplici: qualsiasi oggetto in movimento, che si tratti di un elmetto calzato da un soldato o di una antenna sul tetto di un palazzo, potrebbe essere sfruttato per accumulare preziosa energia da utilizzare in seguito. Si tratta di tecnologia a portata di mano, che ha già visto alcuni prototipi funzionanti in circolazione, che probabilmente da sola non basterebbe a coprire l’intero fabbisogno di una città ma che potrebbe essere integrata con altre tecnologie per ridurre in maniera consistente la produzione di anidride carbonica causata dall’utilizzo di combustibili fossili.

È il caso, ad esempio, delle celle a combustibile. Da anni si discute di una loro sempre più imminente introduzione su larga scala, ma ora finalmente sembra che in Giappone si siano decisi a fare sul serio: sarebbero più di 3mila le famiglie di Tokyo pronte a far installare davanti alla propria abitazione un apparecchio per la cogenerazione di energia elettrica prodotto da Matsushita Electric. Un progetto che potrebbe espandersi velocemente, e che porrebbe la nazione del sol levante all’avanguardia nel cammino verso l’idrogeno.

Le celle a combustibile funzionano grazie ad una reazione chimica tra ossigeno e idrogeno, il cui risultato è elettricità e acqua calda: ciascuna abitazione potrebbe dunque sfruttare queste due risorse per tenere in funzione gli elettrodomestici e riscaldare gli ambienti. Un bel vantaggio, soprattutto per una nazione che non dispone di molte fonti di energia naturale e che, a causa dell’elevato rischio sismico che la contraddistingue, non è sempre in grado di garantire continuità ai servizi di fornitura di energia durante i disastri naturali.

In ogni caso queste due tecnologie descritte, da sole non possono “salvare” il pianeta dal progressivo riscaldamento globale. Per fare fronte al pericolo di una Terra sempre più rovente, saranno molte le abitudini che l’umanità dovrà cambiare: come fare dunque a sensibilizzare l’opinione pubblica in questo senso? Magari con un software per telefonino, un gioco che faccia al contempo divertire e imparare.

I cellulari, d’altronde, sono tra gli apparecchi elettronici più diffusi sul pianeta: Connect2Climate tenta di sfruttare questa popolarità, lanciando una serie di applicazioni per giocare con il proprio apparecchio e sensibilizzare sui rischi del riscaldamento globale. Che si tratti di un orso polare che pone domande sull’inquinamento o di un colorato biplano che vola in cerca di consigli sull’ecologia, lo scopo è quello di fare edutainment. E chissà che dove non è arrivato il protocollo di Kyoto arrivi invece il T9.

Luca Annunziata da Punto Informatico



Presentazione grafica sull’esaurimento delle risorse petrolifere
3 Giugno, 2008, 2:58 pm
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www.aspoitalia.net

Associazione per lo studio del Picco del Petrolio



CLIMA: G8, A KOBE SI CERCA SOLUZIONE MA IL NODO E’ POLITICO
28 Maggio, 2008, 8:58 am
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Fonte: www.ansa.it

KOBE - La lotta è contro il tempo: il riscaldamento globale danneggia la terra in modo più rapido di molte previsioni e la corsa senza fine dei prezzi del petrolio rischia, paradossalmente, di accelerare la crescita delle emissioni di gas serra. Il quadro è allarmante e, per questo, scienziati e attivisti hanno invitato senza mezzi termini i ministri dei Paesi più industrializzati ad agire con tempestività. L’occasione del confronto cade durante il vertice ministeriale del G8, il Gruppo degli Otto Grandi, dedicato all’ambiente, che ha aperto i lavori a Kobe, in Giappone, per una tre giorni di confronto a tutto campo dedicato ai cambiamenti climatici.

Nel corso di una tavola rotonda, tenuta nel pomeriggio, gli ambientalisti hanno invitato ad adottare rapide azioni per arginare gli effetti del rialzo delle temperature nel mondo che, secondo gli scienziati, mette rischio su scala globale la sopravvivenza di gran parte della flora e della fauna esistente, e provoca fenomeni catastrofici come inondazioni e siccità. Alcuni dati su tutti: il rapido scioglimento dei ghiacci artici, l’aumento dei danni alle colture e altri problemi moltiplicano i loro effetti dannosi, ha affermato Bill Hare, del Potsdam Institute for Climate Impact Research. Durante l’estate, il ghiaccio nel mare Artico, per esempio, si è portato a livelli tanto bassi lo scorso anno da essere pari al 40% in meno della stima ipotizzata nel periodo tra il 1979 e il 2000. Il greggio schizzato oltre i 130 dollari al barile, incoraggia l’uso del carbone, combustibile molto più economico, ma anche molto più inquinante. “I recenti sviluppi nel settore energetico - ha proseguito Hare - sono fattori di rischio. E’ troppo presto per dire se si tratta di un cambiamento di modello, ma di certo è un fattore di rischio”. Il summit di Kobe è preparatorio per l’incontro del G8 del prossimo luglio, nell’isola di Hokkaido, dal quale ci si attendono indicazioni più precise sulla convergenza necessaria per il patto internazionale da firmare entro dicembre 2009 per combattere il riscaldamento globale. L’anno prossimo sarà dunque la presidenza italiana del G8 ad assumere un ruolo importante per la ricerca di un difficile consenso su un tema tanto cruciale: l’esordio internazionale a Kobe del neo ministro Stefania Prestigiacomo si inquadra anche in questa prospettiva. Non a caso il minsitro ha avuto un incontro diretto con il responsabile statunitense dell’ambiente, Stephen Johnson. Prestigiacomo è intervenuta pure alla tavola rotonda sulla “biodiversità”, osservando che si tratta di una ricchezza da non disperdere, ma da capitalizzare, che “va intuita e percepita come un nostro capitale. Se saremo bravi a gestire le risorse rinnovabili e a garantire che le nostre economie divengano sempre più sostenibili, il futuro dei nostri Paesi potrà avere molti problemi in meno da affrontare”. Yvo de Boer, il responsabile delle questioni climatiche dell’Onu, ha spiegato che si aspetta che l’appuntamento di Kobe riesca a impostare la fase decisiva per il vertice di Hokkaido. I paesi del G8, (di cui fanno parte Stati Uniti, Giappone, Russia, Gran Bretagna, Germania, Francia, Italia e Canada), hanno la necessità di determinare gli obiettivi di medio termine per le emissioni di anidride carbonica entro il 2020, con un chiaro impegno sul trasferimento di tecnologie pulite ai Paesi in via di sviluppo. I primi incontri di Kobe hanno evidenziato ancora divisioni, con Paesi, come il Giappone, che hanno chiesto maggiore impegno a quelli in via di sviluppo che, a loro volta (il Brasile, ad esempio), hanno sottolineato che le nazioni ricche devono aiutare quelle più povere con il trasferimento di tecnologia. Hilary Benn, capo delle questioni ambientali britanniche, ha sostenuto che il mondo non ha scelta adesso che gli scienziati hanno dimostrato che la terra non può che assorbire che una quantità limitata di gas serra prima che le temperature troppo alte. “Il problema fondamentale che abbiamo è solo politico”, ha aggiunto.



Legambiente: “Centrali nucleari costose e pericolose”
22 Maggio, 2008, 4:22 pm
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Roma | 22 maggio 2008

“C’era una volta l’energia atomica poco costosa, competitiva, sicura… Ecco che riparte la favoletta del nucleare che risolve tutti i problemi energetici dell’Italia…”.

Legambiente commenta con ironia e le dichiarazioni del ministro Scajola. “Prima di sbandierare atomi a destra e a manca - sottolinea il presidente nazionale di Legambiente, Vittorio Cogliati Dezza - l’esecutivo dovrebbe chiarire alcuni piccoli particolari.

Pima di tutto: dove pensa di recuperare i soldi per realizzare gli impianti?”. A mo’ di esempio Legambiente ricorda che il primo (e finora unico) reattore nucleare commissionato nell’Europa occidentale dopo Cernobyl - quello finlandese sull’isola di Olkiluoto - ha gia’ sforato il budget di spesa previsto del 35 per cento, passando dagli iniziali 3 milioni di dollari agli oltre 4,1 attuali.

“I sostenitori del nucleare dichiarano che il costo di costruzione piu’ elevato delle centrali e’ bilanciato dai minori costi che si sostengono in seguito per il combustibile e il processo produttivo - aggiunge Cogliati Dezza - In realta’ la Energy Information Administration degli Stati Uniti, non una setta di fanatici ecologisti dunque, afferma che l’elettricita’ proveniente da una nuova centrale nucleare e’ piu’ costosa del 15 per cento rispetto a quella prodotta col gas naturale e nel computo economico non sono considerati ne’ i costi di smaltimento delle scorie ne’ lo smantellamento dell’impianto alla fine del ciclo vita”.

Altri aspetti non secondari da chiarire, secondo l’associazione ambientalista, sono quelli che riguardano la “generazione” dei reattori. Dire nuova generazione, afferma Legambiente, lascia intendere che si sta parlando della “quarta generazione”, che e’ pero’ ancora in una fase embrionale: se tutto va bene impianti di questo tipo saranno disponibili tra 20-25 anni. Se davvero Scajola vuole una prima pietra entro i prossimi cinque anni allora sta parlando della terza generazione, quella che non ha fatto passi avanti in termini di sicurezza e che oggi l’Europa sta generalmente smantellando“.

Legambiente chiede al Governo di indicare anche dove vorrebbe aprire queste nuove centrali. Che fara’? Utilizzera’ i siti del passato (Latina, Montalto, Caorso ) oppure ne individuera’ di nuovi. “Comunque sia noi siamo pronti, su questa vicenda, a una opposizione durissima - conclude Cogliati Dezza - li aspetteremo al varco: sara’ davvero dura far diventare realta’ la vecchia favoletta dell’atomo”.
fonte:Rainews24


In marcia per il clima. Manifestazione nazionale, 7 giugno Milano
20 Maggio, 2008, 1:09 pm
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Il clima sulla terra sta cambiando, ma tardano decisioni condivise ed efficaci della politica per contrastare questa emergenza planetaria. Spetta dunque a noi sollecitarle e soprattutto operare una conversione di civiltà che fermi la febbre del Pianeta.

Possiamo farlo ripensando il modo di produrre energia, di consumarla per muoverci, abitare, lavorare senza dilapidare le risorse comuni quali l’acqua, l’aria, la vita sulla Terra.

Ci mettiamo in “Marcia per il Clima” organizzando a Milano il 7 giugno una grande manifestazione nazionale promossa da un’ampia alleanza delle associazioni italiane.

La direttiva europea così detta del 20-20-20 (20% riduzione di emissioni di CO2, 20% incremento efficienza energetica, 20% incremento utilizzo fonti rinnovabili), insieme alle multe per i ritardi su Kyoto, disegna uno scenario che pone l’Italia di fronte ad una grande scelta, dello stesso spessore di quella che più di 10 anni fa fu fatta entrando nella moneta unica europea.

Oggi l’Italia rischia di essere collocata dagli stessi partner europei in una situazione marginale per quanto riguarda i processi di innovazione di processo e di prodotto, imposti dalla crisi energetica e dalla necessità di ridurre le emissioni di CO2. La marginalizzazione dell’Italia, se dovesse avvenire, metterebbe in moto effetti economici, sociali e culturali che non possiamo sottovalutare e che hanno a che fare direttamente con la coesione sociale del Paese e con le prospettive del suo sviluppo. A perdere non sarebbe solo la qualità ambientale ma tutto il sistema Paese.

Al mattino Piazze tematiche, spettacoli, mostre, concerti, incontri pubblici per fermare tutti insieme la febbre del pianeta. Dalle ore 15 corteo.

Programma della giornata

La manifestazione

Appuntamento alle 15,00 in piazza San Babila. Un festoso corteo a piedi e in bici accompagnato dalla CONTRABBANDA si snoderà lungo corso Venezia e arriverà ai Giardini Montanelli di Porta Venezia.

Le piazze tematiche

In Corso Venezia, chiuso al traffico dai Bastioni di Porta Venezia ai Giardini Montanelli, e nei Giardini Pubblici, saranno allestiti gazebo, divisi in 5 aree tematiche, dove i cittadini potranno informarsi sulle cause e gli effetti del cambiamento climatico e sulle alternative di produzione e consumo rispettose dell’ambiente, nonché sugli effetti che il cambiamento climatico ha nel mondo.

Le aree tematiche, illustreranno concretamente alcune delle conseguenze negative dell’attuale modello di sviluppo e le proposte concrete per cambiarlo.

  • Aria – dedicata alla mobilità sostenibile, alla lotta all’inquinamento, alla difesa della salute
  • Terra – dedicata all’agricoltura biologica e di filiera corta, alla difesa della biodiversità, alla preservazione del patrimonio ambientale e culturale, alla sovranità alimentare, a chi si oppone al distruzione del territorio, al consumo del suolo, agli OGM
  • Acqua – dedicata alla difesa dell’acqua come diritto dell’uomo e bene comune, al risparmio idrico, alle emergenze e ai conflitti per le risorse, alla solidarietà internazionale
  • Fuoco – dedicata all’efficienza energetica, alle fonti rinnovabili, all’abitare sostenibile, alle lotte contro il nucleare, le centrali a carbone e gli inceneritori, alla gestione efficiente dei rifiuti (riduzione, riciclo, riuso)

La musica

Fin dalla mattina sarà attivo un sound system alimentato ad energia solare.

Dalle 17 al tramonto DJ SUN SET con Frankie Hi Nrg, Dub Sync di Madaski e Bunna, Dj Filo, Vito War

Per adesioni e informazioni: 3398762307 - 3931633335 info@perlablu.it



Perla Blu e … Scuola. Iniziativa “Nontiscordardimé. Operazione scuole pulite 2008”.
15 Maggio, 2008, 2:03 pm
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Sabato 15 Marzo’08 il Circolo “Perla Blu” ha aderito all’iniziativa nazionale di Legambiente “Nontiscordardimé. Operazione scuole pulite 2008” rivolta a tutti coloro che quotidianamente vivono e condividono la scuola (ragazzi/e, insegnanti, collaboratori scolastici, ecc. …) e finalizzata a ripulire, riorganizzare, personalizzare e rendere maggiormente confortevole aule, locali comuni e giardini.
Nello specifico tale iniziativa ha visto coinvolti i ragazzi/e di due classi della Scuola Secondaria di 1° grado “Dante Alighieri” di Cologna Veneta i quali assieme alle loro insegnanti e a due soci del circolo si sono cimentati in attività di pulizia dell’atrio e dei corridoi interni alla scuola e ad attività di piantumazione e di pulizia del giardino esterno.
ALCUNE FOTO DELLA … PIANTUMAZIONE

Tale esperienza è stata inoltre destinata:
- alla consegna del materiale relativo all’iniziativa inviato da Legambiente Nazionale;
- alla presentazione sintetica delle iniziative di educazione ambientale che il circolo si prefigge di promuovere;
- alla raccolta di idee, richieste e proposte dei ragazzi/e coinvolti nell’esperienza, al fine di individuare le tematiche maggiormente sentite e sulle quali porre attenzione per future iniziative rivolte alla scuola.
CONSIGLI E PROPOSTE DEI RAGAZZI/E
Al quesito anonimo “Quali argomenti o temi ti piacerebbe approfondire? Che cosa proponi al circolo?” i ragazzi/e hanno così risposto:
Argomenti e/o temi da approfondire
- l’inquinamento delle acque;
- la riduzione degli imballi;
- la tutela del territorio locale;
- il riscaldamento globale;
- l’effetto serra;
- il buco dell’ozono;
- le piogge acide;
- il disboscamento.
Azioni nella scuola
- orto botanico e di spezie;
- pulizia della scuola;
- creazione di zone verdi e piantumazione di altre piante;
- biciclettate.
Azioni nel territorio
- piantumazione e creazione di zone verdi;
- sensibilizzare le persone a riciclare di più e ad inquinare meno;
- uscite nel territorio per pulire le zone più sporche di Cologna Veneta;
- targhe alterne ogni domenica;
- pulizia dei fiumi e di strade ed argini;
- uscite guidate nel territorio;
- più cestini e bidoni della spazzatura.

“Sii il cambiamento che vuoi vedere avvenire nel mondo”, Mahatma Ghandi

Perla Blu … bacheca
Mese di Giugno … alcune iniziative. ( informazioni tratte dalla rivista trimestrale di Legambiente Scuola e Formazione, Marzo 2008 )
Festambiente Ragazzi: Legambiente dedica ogni anno questo festival a bambini/e e ragazzi/e con l’obiettivo di avvicinarli alle tematiche ambientali mediante attività ludiche e divertenti.
L’appuntamento è dal 25 al 29 Giugno al Forte Altavilla di Ancona, con laboratori creativi, spettacoli di burattini, fiabe e teatro.
Per ulteriori informazioni: ragazzi@legambiente.eu
Soggiorni estivi per under 14: ogni anno da Giugno a Settembre Legambiente offre un’ampia scelta di soggiorni estivi per bambini/e e ragazzi/e. Mare e montagna, escursioni e laboratori, ma anche tanti amici ed allegria per un’estate ambientalista.
Per ulteriori informazioni: ragazzi@legambiente.eu
Un’estate per il volontariato: il volontariato è un’esperienza entusiasmante di condivisione e di solidarietà, aperta alle famiglie e alle persone di qualsiasi età. Grazie ai progetti per il volontariato di Legambiente è possibile impiegare parte del proprio tempo libero in attività utili in luoghi molto suggestivi ed interessanti dal punto di vista naturalistico, storico e culturale. In Italia le proposte sono circa 180 di cui gran parte in aree protette. Tante anche le proposte per svolgere attività in Europa, in America, in Asia ed in Africa.
Per ulteriori informazioni: volontariato@legambiente.eu



La fossa “rossa” per i cloruri o per la vergogna?
5 Maggio, 2008, 3:12 pm
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Polo conciario Vicentino, discussioni in provincia. Di seguito l’articolo riportato nel Basso Vicentino uscito in occasione della fiera di Lonigo. Redatto da Mattias Bassotto qui nella versione integrale priva di tagli apportati prima della pubblicazione.

La provincia di Verona nel gennaio scorso ha approvato una mozione che nega il rinnovo dell’autorizzazione a scaricare, tramite il collettore, i reflui provenienti dall’Ovest Vicentino, in pratica di cinque depuratori della vallata dell’Agno fino a Lonigo. Preoccupazione del presidente Signorin del Consorzio Arica.

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IL FANTASMA DEL TUBO

Ogni tanto il fantasma del tubo ritorna. La Fossa, che attraversa in buona parte il territorio colognese, è quel corso d’acqua che all’altezza di Santo Stefano di Zimella riceve le acque del Rio Piovego, ma anche i reflui del tanto discusso collettore (tubo) che raccoglie i liquami provenienti da ben cinque depuratori della vallata dell’Agno. Acque con un’alta percentuale di cloruri che colorano di rosso il letto della Fossa e che fanno morire anche le nutrie. In nostro mensile ha seguito tutto l’iter della progettazione (primi anni Ottanta) del famoso “tubo” fino alla sua realizzazione, tra infinite polemiche e prese di posizione. E non è ancora finita.

TUBO COLLETTORE VICENTINO: È FORSE L’INIZIO DELLA FINE?

“Le amministrazioni locali non hanno mai dato un serio contributo alla risoluzione del problema. Non resta che appellarsi alla Magistratura e all’Unione Europea”. È questa la proposta emersa dalla conferenza svoltasi Venerdì 29 Febbraio alla Loggia di Frà Giocondo a Verona, dal titolo: “Polo conciario vicentino nel contesto veneto: risorsa o sventura?”.

L’incontro, promosso dai consiglieri provinciali Andreoli, Scarato e Ferrari (la Sinistra, l’Arcobaleno), mirava a dare una risposta concreta alla deroga di sei mesi che la Regione ha dato nel Gennaio di quest’anno, per lo scarico del famoso tubo nel Fratta-Gorzone; nonostante la provincia avesse dato uno stop agli scarichi, in seguito alle rilevazioni fuori i limiti tabellari dell’Arpav.

La questione si protrae dagli anni ‘80, dopo il via alla costruzione di questo collettore che raccoglie l’acqua inquinata della zona conciaria Chiampo-Vicentina, e che la porta nel fiume colognese Fratta-Gorzone, dove i reflui, evidentemente ad alto impatto ambientale, vengono poi diluiti dall’apporto idrico del canale d’irrigazione LEB.

“La logica dello spostare il problema senza risolverlo,” ha esordito Gianni Tamino, docente di Biologia all’università di Padova, “non può più andare avanti. Depuratori e un tubo collettore, di fatto, non risolvono il problema dell’inquinamento del fiume utilizzato per l’irrigazione dei campi”. L’unica soluzione, ha continuato il professore, è quella di intervenire a monte, a prescindere dalla diluizione, che non è prevista da nessuna legge come rimedio all’impatto di sali, zinco, diossine e cromo totale (alcuni dei residui della lavorazione delle pelli) con l’ambiente, e in particolare con le stesse acque che i contadini sono costretti ad utilizzare per irrigare i campi dei famosi prodotti agricoli colognesi. Il guadagno delle aziende è enorme rispetto ai danni alla comunità, in termini di qualità dell’acqua, agricoltura, immagine e turismo.

È necessario quindi, ha continuato l’avvocato Ceruti che da anni si occupa di questa vicenda, rispettare i valori tabellari definiti dalla legge, dotandosi di nuove tecnologie, finora totalmente ignorate. D’accordo anche Luana Zanella, On. Verdi, che ha poi aggiunto:”Le politiche ambientali italiane risentono del sistema industriale arretrato. È necessario pensare ad un nuovo ciclo produttivo innovativo, superando la concezione veneta dello sviluppo basato sul proprio profitto contenendo le spese e favorendo in questo modo, disastri ambientali come quello del Fratta-Gorzone”. L’Onorevole ha poi sottolineato che purtroppo mancano gli strumenti giuridici per far fronte penalmente a questi problemi. Per questo, dice, il centro-sinistra ha presentato da poco alla camera una proposta di legge dal titolo “Dei delitti contro l’ambiente”.

Ma l’appello a più controlli sull’attività conciaria è arrivato anche dall’ On. Paolo Cacciari, per l’assunzione di tecnologie, già esistenti, che evitino l’immissione nel ciclo produttivo di sostanze inquinanti.

Dai vari interventi quindi, è risultato evidente che la depurazione e il tubo non sono soluzioni adeguate e definitive, soprattutto perchè le sostanze inquinanti, anche se diluite quando il Leb ha disponibilità d’acqua, finiscono comunque ad irrigare i campi, con l’unico risultato di avere prodotti DOC,DOP e IGP coltivati con acqua, sali e metalli pesanti.

Dalla consapevolezza dell’evidente lassismo delle istituzioni, dimostrato anche dall’assenza dei consiglieri di maggioranza e soprattutto quella dell’Assessore provinciale all’ambiente, nasce quindi la necessità di coinvolgere le autorità giudiziarie e l’Unione Europea. Ed è proprio Sepp Kusstatscher, parlamentare verde europeo, che delinea l’idea di presentare una petizione al parlamento di Bruxelles, ribadendo che “quando vi è una violazione della legge, dimostrata dalle continue deroghe concesse dalla Regione, per i continui sforamenti delle concerie, bisogna intervenire politicamente e giuridicamente”.

Nello spazio riservato al dibattito è intervenuto anche il presidente dell’Arica, consorzio per la gestione degli scarichi, rivendicando risultati positivi dagli anni ’80 ad oggi; smentito però da alcune foto presentate subito dopo dal presidente del circolo colognese di Legambiente, L. Boggian. Scattate nel luglio dello scorso anno, quando la diluizione del Leb era venuta meno, rivelano la vera natura del fiume, tinto incredibilmente di un rosso accesso.

La vicenda è stata finora dominata dal disinteresse istituzionale e dei media, ma, forse potremmo essere vicini all’epilogo. Come hanno sottolineato i relatori infatti, la questione non può più essere ignorata. Essa, coinvolgendo un’intera regione, ha ormai una rilevanza nazionale, perchè gli scarichi non si fermano nel Fratta, ma, trasportati dalla corrente, proseguono inesorabilmente verso l’Adriatico, meta turistica per eccellenza.

Mattias Bassotto



Presentazioni
3 Gennaio, 2008, 1:19 am
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Il circolo Perlablu è costituito da un gruppo eterogeneo di persone con talenti e passioni differenti ma accomunate dalla consapevolezza che non potrà esserci né futuro né pace per tutti noi, se non ci prendiamo cura da subito della nostra “Perla Blu”, ovvero la terra, tanto preziosa quanto malata.

Presentazione Perlablu in formato Powerpoint

Logo Legambiente



Sito in costruzione!!
2 Gennaio, 2008, 11:59 pm
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Stiamo lavorando al nuovo sitoweb, torna a visitare perlablu.it